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Intellettuali. Cultura e politica tra fascismo e antifascismo

Angelo Ventura

«Latteggiamento degli intellettuali di fronte al fascismo è tema complesso e delicato, che tocca i nervi scoperti più sensibili della coscienza nazionale, riluttante a fare i conti fino in fondo con questo inquietante periodo della sua storia». Così scriveva Angelo Ventura - uno tra i più autorevoli storici del secondo dopoguerra italiano - suggerendo, implicitamente, il filo che collega i saggi raccolti in questo volume postumo. Il fascismo infatti ha coinvolto «la responsabilità collettiva di tutto un popolo, ma in primo luogo delle élites intellettuali alle quali i privilegi della cultura e del rango sociale negavano quei margini di innocenza che spettano alla gente comune». Si trattava, per Ventura, di entrare nelle pieghe di quel complesso - e nuovo - rapporto tra cultura e politica di cui il fascismo volle farsi banditore: «Dobbiamo calarci nel clima di unepoca, comprendere e superare i silenzi, le rimozioni e gli inganni della memoria infelice, con cui due generazioni di intellettuali - la generazione della Grande guerra e del dopoguerra, e quella cresciuta sotto il regime - hanno ripensato la propria esperienza del ventennio fascista». Parole che racchiudono un tema di ricerca, unindicazione di metodo, un invito ai lettori. Il tema è quello del confine (talvolta mobile) tra fascismo e antifascismo: che si posi su Anna Kuliscioff o Carlo Anti, su Gaetano Salvemini o Silvio Trentin, su Vincenzo Crescini, Eugenio Colorni o Norberto Bobbio, lo sguardo di Ventura è sempre teso a misurare la distanza - o la vicinanza - tra ideologia e azione. Lindicazione di metodo è limmersione nei contesti attraverso una rigorosa lettura dei testi. Tra il saggio sulla Kuliscioff (1978) e quello su Colorni (2010) passano trentadue anni: ma la passione storica e civile, lo stile limpido ed elegante, loriginalità interpretativa restano immutati. Linvito ai lettori è quello di diffidare della retorica e andare sempre allorigine del problema storico.

Fascismo e antifascismo. Il crollo dello stato liberale e l’ avvento del fascismo . Negli anni dopo il primo conflitto mondiale situazione precaria: ondata di scioperi e manifestazioni con richieste e rivendicazioni sul piano sociale ed economico (i centri più importanti sono il …

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Note correnti

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Sofi Voighua

Si trattava, per Ventura, di entrare nelle pieghe di quel complesso – e nuovo – rapporto tra cultura e politica di cui il fascismo volle farsi banditore: «Dobbiamo calarci nel clima di un’epoca, comprendere e superare i silenzi, le rimozioni e gli inganni della memoria infelice, con cui due generazioni di intellettuali – la generazione della Grande guerra e del dopoguerra, e quella Cultura e politica tra fascismo e antifascismo, che raccoglie alcuni scritti del docente di storia dell’università di Padova Angelo Ventura (1930-2016). Un’opera che valorizza un filone interessante dell’opera dello storico padovano, disperso finora in pubblicazioni in cui al rigore scientifico non sempre si accompagnava la diffusione che tali studi meritavano.

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Mattio Mazio

Il rapporto tra intellettuali e fascismo 1 In Italia, tra le due guerre, il pensiero fi losofi co era dominato da Giovanni Gentile (1875-1944) e Benedetto Croce (1886-1952). Entrambi reagirono al Positivismo e alla suprema-zia della scienza, contrapponendogli l’aspirazione a valori «ideali» e spirituali, e insieme Ripetono gl'intellettuali fascisti, nel loro manifesto, la trita frase che il Risorgimento d'Italia fu l'opera di una minoranza; ma non avvertono che in ciò appunto fu la debolezza della nostra costituzione politica e sociale; e anzi par quasi che si compiacciano della odierna per lo meno apparente indifferenza di gran parte dei cittadini d'Italia di fronte ai contrasti tra il fascismo e i

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Noels Schulzzi

Cari intellettuali italiani, in sostituzione di quella tra fascismo e antifascismo scelta nell’VIII congresso dell’Internazionale comunista. ma non affondava le sue radici nella cultura politica di quel partito; e che tra l’altro contribuì a definire la sua ”ambiguità” storica,

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Jason Statham

Ripetono gl'intellettuali fascisti, nel loro manifesto, la trita frase che il Risorgimento d'Italia fu l'opera di una minoranza; ma non avvertono che in ciò appunto fu la debolezza della nostra costituzione politica e sociale; e anzi par quasi che si compiacciano della odierna per lo meno apparente indifferenza di gran parte dei cittadini d'Italia di fronte ai contrasti tra il fascismo e i

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Jessica Kolhmann

Intellettuali. Cultura e politica tra fascismo e antifascismo.pdf - 185214 185214 eselugarespecial.com Trentin, su Vincenzo Crescini, Eugenio Colorni o Norberto Bobbio, lo sguardo di Ventura è sempre teso a misurare la distanza - o la vicinanza - tra ideologia e azione. L'indicazione di metodo è